Gli animalisti e il corpo erotizzato

Di Agnese Pignataro - Le pubblicità dell’associazione animalista PETA sono spesso criticate in quanto sessiste per il fatto di veicolare i propri messaggi attraverso corpi nudi di belle donne. In realtà la PETA produce anche pubblicità con corpi nudi di uomini, ma è proprio tenendo conto di queste che il sessismo può essere pienamente colto. Difatti questi uomini, oltre che belli, sono rappresentati impegnati in diverse attività (in genere sportive, trattandosi di atleti), mentre le donne esibiscono esclusivamente la propria bellezza (anche quando sono atlete, come la nuotatrice Amanda Beard). Gli uomini della PETA sono cioè rappresentati come aventi un corpo che serve loro per fare varie cose, mentre le donne della PETA sono dei corpi, così come gli animali nella nostra società; l’uomo pubblicizza il veganismo come scelta alimentare che gli permette di eccellere nelle sue attività, mentre alla donna esso consente “solo” di essere bella e sana.

Se ci si ferma però a queste considerazioni si rischia di trasformare la PETA nel capro espiatorio del movimento di liberazione animale, esso stesso attraversato dalla problematica dell’uso del corpo e della genderizzazione dei ruoli militanti. Per esempio, un’azione come quella di mettere persone in vaschette incellophanate e insanguinate – in cui la vendita immaginaria di “carne umana” intende denunciare la riduzione delle vite animali a materia commestibile – può essere decifrata in modo diverso se i corpi nelle vaschette sono maschili o femminili. Di fatto, le militanti sono molto più disponibili dei loro colleghi maschi a mettere a disposizione il loro corpo per questo tipo di messa in scena; questo processo autoselettivo si concatena con la comodità dell’uso del corpo femminile: da un lato, esso attira di più lo sguardo del pubblico, dall’altro la sua esibizione è vissuta come meno problematica in virtù della sua sovraesposizione globale (in particolare nella società italiana).

Ovviamente, se gli animalisti si scandalizzano nel caso della PETA e non in quello delle vaschette è per via dell’erotizzazione del corpo femminile, evidente nel primo caso (ma non è detto che sia assente nel secondo). È chiaro che l’immagine femminile proposta dalla PETA, consistendo esclusivamente in immagini ammiccanti di donne giovani e belle, propaganda una stereotipizzazione della donna, della bellezza e dell’erotismo. Ma non sono neanche accettabili le critiche basate sull’idea che tali immagini offendano la “dignità della donna”, come spesso dicono gli animalisti: queste critiche sottintendono una certa repulsione della sfera sessuale, una lettura inconscia della corporeità erotica come degradazione della persona. Nell’appello Se non ora quando il concetto di “dignità della donna” associava la dignità a figure femminili “rispettabili” (la brava studentessa, la madre di famiglia che lavora…), ovvero che vivono la sessualità rispettando i confini delle norme patriarcali, limitandola a relazioni eterosessuali stabili e legandola obbligatoriamente a una dimensione affettiva. In questo schema, la donna che scavalca tali confini vivendo la propria sessualità e corporeità in modo libero, decidendo eventualmente di usarla come mezzo per raggiungere un fine, perde la propria dignità. Le donne che si spogliano per la PETA non sfuggono alla condanna: sono donne che cercano soldi e/o pubblicità, si sente spesso dire. Ecco allora che la riprovazione per la PETA nasconde anche lantica avversione per la prostituta e che l’“antisessismo” animalista si rivela venato di misoginia patriarcale.

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Voilà il numero 15!

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EDITORIALE
Il governo dei banchieri di Daniela Danna
MATRIARCATO 1
Incontro con Bernie Muthien di Alice nel paese delle femministe

Al convegno Culture indigene di pace di Torino era presente una studiosa e femminista queer khoi-san, che abbiamo intervistato “nelle pieghe del convegno”

MATRIARCATO 2
Tra le moso:
il matriarcato che esiste de La Redazione

Al medesimo convegno torinese sono state invitate due donne dell’etnia moso, che vivono in Xina.l’antropologa Francesca Rosati Freeman le ha introdotte con una vivace descrizione della loro società

FEMMINISMI
Le donne, le istituzioni, la militanza di Ornella Guzzetti

Le associazioni delle donne bussano alle porte dei comuni, del parlamento, del governo. raccolgono e portano le richieste dal basso. la questione della violenza sulle donne ritorna ad unire realtà molto diverse del femminismo italiano. Serve un’azione comune.

SOCIETÀ
All’ Accademia della felicità di Veruska Sabucco

Dobbiamo desiderare di essere mogli e madri perfette, dobbiamo esigere una carriera che ci gratifica e assorbe ma che dobbiamo voler sacrificare per la famiglia, dobbiamo amare mamma, papà i vicini e i cagnolini e dobbiamo voler essere sexy 24/7. Ma se non dovessimo, cosa davvero ci piacerebbe? Francesca Zampone, coach di lungo corso, se lo chiede con noi.
DALLA CRUNA DELL’AGO di Michele Poli: Senza paura
POST PORNO di Rachele Borghi: Un sabato a scuola di squirting
NAVIGARE DA PIRATE di Laura Mango: La paranza
ISTANTANEE MUSICALI di Lucy Van Pelt: Exilia-Schilirà-Lo spirito del pianeta
TWEET INVADERS di Donasonica: #5
UNA LIBBRA DI CARNE di Agnese Pignataro: Gli animalisti e il corpo erotizzato
CI GIRANO LE OVAIE di Veruska Sabucco: Dexter to Watch Out For
TRE CIVETTE di Alessia Muroni: La radicalità del limite
UNA DONNA AL MESE

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ciò che fa di un posto la tua casa

in anticipazione del nuovo numero di aprile-maggio, ancora in preparazione, ecco la rubrica Mutazioni sceniche

di Anna Maria Civico

Lotte van den Berg (Groningen 1975) appartiene ad una generazione di artisti definiti come ” nuovi minimalisti olandesi”. Nel suo lavoro la fusione di cinema e teatro ha l’effetto di innovare la scena riposizionando lo spettatore. Nello spettacolo Braakland (con la compagnia Dakar) che si svolge all’aperto, la distanza tra gli spettatori e gli attori è accentuata, 10/15 metri, come in un campo lungo possibile solo alla ripresa cinematografica. Gli spettatori si trovano nello spazio scenico davanti ad una radura ed il bosco, seduti, in attesa ed in silenzio, in una fila frontale alla “scena” in modo da non avere nessuno davanti o dietro ed a rimarcare che la visione dello spettacolo è individuale, è un fatto personale e solitario. Gli attori compaiono avanzando sempre uno alla volta e lentamente verso i loro obiettivi. I personaggi sono uomini e donne che vagano in una terra di nessuno. Si abbandonano alla legge della giungla, ci sono aggressori ma gli aggrediti sono incapaci di difendersi o forse non hanno la motivazione, subiscono senza opporre resistenza. Nella scena non si ricorre mai alla parola e questo accentua la desolazione. Lotte van den Berg ci dice che gli individui non vogliono più difendersi ne ribellarsi, nonostante le aggressioni ripetute nel silenzio di una scena che diventa paradossale sia per lo sfondo di natura incontaminata sia perché non ci sono mai tentativi di difesa. E’ così fino alla fine dello spettacolo in cui l’ultima persona sopravvissuta, una donna, sotterra tutti in una fossa comune dove si immerge anche lei viva. Lo spazio svuotato di forme umane ritorna ad essere una radura ed un bosco, atrocità senza causa ed effetto si sono consumate senza lasciare traccia. Braakland è del 2006 ancora oggi viene replicato in Europa. Lotte indaga la psicologia dell’aggressione e della violenza attraverso la potenza pura del movimento che talvolta raggiunge intensità profonde, che può essere allo stesso tempo esaltante gioia o dolore e abbandono. Studia legge, scienza, filosofia prima di arrivare al teatro. Van den Berg lavora con attori professionisti e non professionisti, il suo lavoro è site-specific ma lavora anche per i teatri, e trae ispirazione da ciò che accade intorno a noi nella vita quotidiana. In Stillen ad esempio “espelle” la realtà, si attesta su una lentezza che diventa soglia d’accesso a una percezione “altra”, in cui la narrazione non procede secondo un andamento logico, ma si sposta su singoli e isolati dettagli che si riferiscono, paradossalmente, sempre ad una interezza oltre il privato. Nei suoi progetti si occupa dei vissuti cercando di costruire un ponte tra vita, lavoro e performance. Attualmente lavora al concetto di “ciò che fa di un posto la tua casa” che la porta nel 2010 a Kinshasa in Congo con una equipe di artisti multidisciplinari: scrittori, attori di teatro, registi di cinema, architetti e con la gente dei villaggi realizza performance negli spazi aperti. Quando l’equipe torna in Europa porta in Olanda la percezione di uno spazio di vita alterato che molto si allontana dalla regolata vita olandese, con questo bagaglio scioccante girano in tournee l’Europa con appuntamenti fino a tutto il 2012. Solo varcando le Alpi sarà possibile vederla!

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Tutti i giovedi: Aperitivo XXD a Milano

La componente milanese della redazione di XXD si trova con amiche e amici e chiunque voglia vogliano incontrare la redazione (e magari entrare a farne parte), in un appuntamento fisso, una serata salottiera, una scusa per vederci informalmente tra XXdonne che gravitano su Milano
Tutti i giovedi a partire dal 29 marzo vi aspettiamo dalle 18.30 alle 22.30 ci si incontra, si parla, si mangia, si beve, si suona, o meglio, si improvvisa nella sede dell’associazione: come la leggendaria “soup’n'bread society” di san francisco, dedicata a far scoprire a chiunque che può esprimersi musicalmente, abbiamo strumenti di vario tipo a disposizione di chi vuol fare un po’ di casino.

per maggiori informazioni scrivere a daniela xxdonne.net

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Non maternità

La redazione di XXD, la cui linea editorale è ispirata al manifesto Da Femmina a Donna, dibatte spesso sul tema della maternità/non maternità, ripromettendosi ogni volta di farne un numero speciale della rivista.
Da questo stimolo è nata l’idea di partecipare alla 3a Conferenza internazionale sulla decrescita per la sostenibilità ecologica e l’equità sociale “La grande transizione – La decrescita come passaggio di civiltà”, che si terrà a Venezia dal 19 al 23 settembre con una proposta di workshop intitolata “Decrescita e popolazione”.

19-23 settembre 2012 - Venezia

Vogliamo raccogliere idee e interventi attorno al tema della scelta di non maternità.
Nello spazio a noi affidato alla Conferenza di Venezia intendiamo analizzare criticamente le costrizioni alla maternità e liberare nuovi spazi di pensiero, fantasia, identificazione per l’opzione di non maternità delle donne ovvero, nell’ottica della decrescita, valorizzare l’immaginario della scelta di non riprodursi.

Sono benvenute proposte di paper da approcci differenti, in particolare:
-              di taglio storico (es. lo sciopero dei ventri in Francia)
-              di analisi contemporanea sia dal punto di vista globale quantitativo (questione della stazionarietà o diminuzione della popolazione) sia dal punto di vista individuale di scelta di non maternità

Linkiamo la call for paper per le/i relatrici/ori interessate/i, segnalandovi che le proposte di intervento (abstract) vanno inviate entro il 10 aprile a: daniela [at] xxdonne.net

Per maggiori informazioni sulla conferenza del 19 – 23 settembre a Venezia

Call for paper

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FAI QUALCOSA DI FEMMINISTA

Chi sono, come sono fatte le femministe di oggi? Che battaglie combattono?
Le stesse degli anni ’70? Sì, quando assistono allo smantellamento dei diritti che la legge 194 ha sancito, anche dopo un referendum, come volontà nazionale, quando a livello regionale la legislazione svuota di cogenza istituzioni come i consultori.
Ci sono nuove lotte? Sì, quelle contro gli assassini delle donne da parte degli uomini, di cui è piena la cronaca nera. Quelle contro la devastazione dell’ambiente e il mito della crescita illimitata.
Ci sono nuovi diritti da conquistare? Sì, per le donne immigrate, per le persone LGBTI.
Ci sono problemi da guardare, tenere d’occhio, con l’occhio delle donne? Sì, come lavoratrici la discriminazione sessuale, la parità salariale, i licenziamenti in bianco, la mancanza di servizi, ci riguardano. Come pazienti ci interessa che la sanità consideri le differenze di genere nelle disgnosi e nelle cure. Come cittadine dobbiamo interrogarci sulla rappresentanza delle donne là dove si prendono le decisioni. Come donne c’è molto lavoro da fare, non è finita qua.

Tenerci informate è importante.
XXD vuole continuare a parlare di questi temi, sostieni il lavoro delle donne che ci scrivono.

Sottoscrivi

 

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Siamo +10%

Abbiamo cominciato la raccolta sottoscrizioni per XXD il 18 febbraio: siamo solo all’inizio e le prima adesioni ci  danno la spinta per andare avanti..
Per prenotare la tua quota, clicca ora e vai alla pagina delle sostenitrici (e sostenitori) con le istruzioni per partecipare. Grazie.

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Campo lesbico ad Agape

XI edizione del
CAMPO LESBICO DI AGAPE

Anche quest’anno la magnifica struttura del centro di Agape (Prali, Torino) ospiterà nel weekend di pasqua il campo lesbico, giunto alla sua undicesima edizione.
Dedicato all’irriverente e ironico progetto di scrivere “l’incredibile storia di ottanta lesbiche che aggiustarono il mondo”, il campo avrà la durata di cinque giorni – da giovedì 5 a lunedì 9 – durante i quali le oltre ottanta iscritte potranno partecipare a tante attività.
Ci saranno plenarie e laboratori dedicati a diversi temi, che spazieranno dalla riflessione collettiva all’esercizio fisico e manuale. Dai modelli di famiglia alternativi ai modi di riappropriarsi e giocare con gli stereotipi della lesbica, dalle tecniche di autodifesa e meditazione alle pratiche di artigianato fai-da-te, dalla fotografia creativa alla spiritualità soggettiva sino alla ricreazione estetica della pittura corporea.
Ogni tardo pomeriggio sarà attivo un cineforum con la proiezione di film a cura di Some Prefer Cake, festival di cinema lesbico di Bologna, mentre prima di cena attraverseremo una immaginaria biblioteca di libri e testi lesbici con Daniela Mastrantonio e Maria Lo Re.
Le serate saranno dedicate al teatro con Io, me e qualcun’altra di Carla Benvenuti e alla musica con un concerto a sorpresa e il djset di Marah Dj from Necessariamente – le feste di Azione Gay e Lesbica alla Flog Firenze, sino alla grande festa finale preceduta da una pesca/tresca lesbica di autofinanziamento.
Nello spazio comune – l’ampio salone dove le campiste si incontreranno anche per i pranzi e le colazioni – sarà allestito uno spazio libri a cura della libreria delle donne di Bologna. Nei ritagli di tempo, infine, tante attività ludiche-lubriche, tra cui pupazze di neve, calcetto, ping pong, chiacchierate al bar e paesaggio meraviglioso di montagna e prati. Correte a iscrivervi, i posti sono limitati!

Per info e iscrizioni http://www.agapecentroecumenico.org/
telefono: (+39) 0121 807514
e-mail ufficio: ufficio   agapecentroecumenico.org

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SIAMO STATI IN VAL DI SUSA ED ABBIAMO CAPITO

http://siamostatiinvaldisusa.wordpress.com/
http://www.facebook.com/pages/Siamo-stati-in-Val-di-Susa-e-abbiamo-capito/315037188552577Siamo stati in Val di Susa ospiti degli abitanti della valle: insegnanti, agricoltori, pensionati, studenti e abbiamo visto:
Un luogo attraversato da due strade statali, un’autostrada, un traforo, una ferrovia, impianti da sci, pesanti attività estrattive lungo il fiume
Persone che continuano a curare questo territorio già affaticato da infrastrutture ed attività commerciali e cercano di recuperare un rapporto equilibrato con l’ambiente e la propria storia.
Una comunità che crede nella convivialità e nella coesione sociale e coltiva forti rapporti intergenerazionali.

Abbiamo capito che in Val di Susa non è in gioco la realizzazione della ferrovia Torino-Lione, bensì un intero modello sociale. Un popolo unito e coeso, una comunità forte non può essere assoggettata a nessun interesse nè politico, nè economico. E’ interesse di tutti i poteri forti dividere, isolare, smembrare per poter meglio controllare e favorire interessi particolari.

Abbiamo capito
perché tutto l’arco costituzionale vuole la TAV, non è dificile, basta guardare alle imprese coinvolte:

Cmc (Cooperativa Muratori e Cementist) cooperativa rossa, quinta impresa di costruzioni italiana, al 96esimo posto nella classifica dei principali 225 «contractor» internazionali che vanta un ex-amministratore illustre, Pier Luigi Bersani, si è aggiudicata l’incarico (affidato senza gara) di guidare un consorzio di imprese (Strabag AG, Cogeis SpA, Bentini SpA e Geotecna SpA) per la realizzazione del cunicolo esplorativo a Maddalena di Chiomonte. Valore dell’appalto 96 milioni di Euro.

Rocksoil s.p.a società di geoingegneria fondata e guidata da Giuseppe Lunardi il quale ha ceduto le sue azioni ai suoi familiari nel momento di assumere l’incarico di ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del governo Berlusconi dal 2001 al 2006. Nel 2002, la Rocksoil ha ricevuto un incarico di consulenza dalla società francese Eiffage, che a sua volta era stata incaricata da Rete Ferroviaria Italiana (di proprietà dello stato) di progettare il tunnel di 54 Km della Torino-Lione che da solo assorbirà 13 miliardi di Euro. Il ministro si è difeso dall’accusa di conflitto di interessi dicendo che la sua società lavorava solo all’estero.

Impregilo è la principale impresa di costruzioni italiana. È il general contractor del progetto Torino-Lione e del ponte sullo stretto di Messina. Appartiene a:
33% Argofin: Gruppo Gavio. Marcello Gavio è stato latitante negli anni 92-93 in quanto ricercato per reati di corruzione legati alla costruzione dell’Autostrada Milano-Genova. Prosciolto successivamente per prescrizione del reato.
33% Autostrade: Gruppo Benetton. Uno dei principali gruppi imprenditoriali italiani noto all’estero per lo sfruttamento dei lavoratori delle sue fabbriche di tessile in Asia e per aver sottratto quasi un milione di ettari di terra alle comunità Mapuche in Argentina e Cile
33% Immobiliare Lombarda: Gruppo Ligresti. Salvatore Ligresti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta di Tangentopoli pattuendo una condanna a 4 anni e due mesi dopo la quale è tornato tranquillamente alla sua attività di costruttore.

Abbiamo capito che l’unico argomento rimasto in mano ai politico-imprenditori ed ai loro mezzi di comunicazione per giustificare un inutile progetto da 20 miliardi di euro mentre contemporaneamente si taglia su tutta la spesa sociale è la diffamazione. Far passare gli abitanti della Val di Susa come violenti terroristi. Mentre noi abbiamo visto nonni che preparavano le torte, appassionati insegnanti al lavoro, agricoltori responsabili, amministratori incorruttibili.

Abbiamo capito che questo è l’unico argomento possibile perchè ormai numerosi ed autorevoli studi, di cui nessuno parla, hanno già dimostrato quanto la TAV sia economicamente inutile e gravemente dannosa.

Questi i principali:

Interventi scientifici e studi relativi all’Alta Velocità Torino-Lione dei ricercatori del Politecnico di Torino: http://areeweb.polito.it/eventi/TAVSalute/

Analisi degli studi condotti da LTF in merito al progetto Lione-Torino, eseguiti da COWI, rinomato studio di consulenza che lavora stabilmente per le istituzioni europee: http://ec.europa.eu/ten/transport/priority_projects/doc/2006-04-25/2006_ltf_final_report_it.pdf

Contributo del Professore Angelo Tartaglia, del Politecnico di Torino: http:/www.notav.eu/modules/Zina/Documenti/2010_11-Angelo%20Tartaglia%20confuta%20teorie%20S%EC%20TAV%20On.%20Stefano%20Esposito.pdf

Analisi economica del Prof. Marco Ponti del Politecnico di Milano
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002454.html

Rapporto sui fenomeni di illegalità e sulla penetrazione mafiosa nel ciclo del contratto pubblico del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro:
http://www.notav.eu/modules/Zina/Documenti/2008_Rapporto%20sugli%20appalti.pdf

Risultanze del controllo sulla gestione dei debiti accollati al bilancio dello Stato contratti da FF.SS., RFI, TAV e ISPA per infrastrutture ferroviarie e per la realizzazione del sistema “Alta velocità”:
http://www.notav-avigliana.it/doc/delibera_25_2008_g_relazione.pdf

Presentazione dell’Ingegnere Zilioli, in relazione a “EFFETTI TAV – STUDI EUROPEI/buone pratiche e cattivi esempi”
http:/www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/PESIdDoc/CE2F74FF4EBDC0A7C125783000474080/$file/Presentazione%20Ing.%20Zilioli.pdf

Ricerca del Politecnico di Milano sull’alta velocità in Italia che svela un buco di milioni di utenti.
http://www.tema.unina.it/index.php/tema/article/view/486

NON POSSIAMO RESTARE IN SILENZIO, COSTRUIAMO LA NOSTRA INFORMAZIONE DAL BASSO, INOLTRA E DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO.

Primi firmatari:
Caterina Amicucci, Sara Taviani, Carla Cipolla, Paolo Carsetti, Andrea Baranes, Antonio Tricarico, Giulia Franchi, Luca Manes, Carlo Dojmi di Delupis, Elena Gerebizza, Luca Bianchi, Laura Boschetto, Vitaliana Curigliano, Chiara Berlingardi, Stefania Grillo, Pamela Teoli, Adriana Rosasco, Benedetto Calvo, Riccardo Carraro, Stefania Pizzolla, Andrea Cocco, Filippo Maria Taglieri, Sara Turra, Andrea Provvisionato, Michela Bortoli, Francesco Martino, Silvia Nesticò, Dario Radi, Elena Cavassa, Mario Martone, Anna Ferrari

per aderire posta un commento su:
http://siamostatiinvaldisusa.wordpress.com/


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Blocchiamo la Tav in Val di Susa, un’opera inutile che gronda sangue

RICEVIAMO DALLA VAL DI SUSA E INOLTRIAMO, BARBARA E’ UNA NOSTRA AMICA, GIA’ SINDACA DELLA VALLE E UNA DONNA STRAORDINARIA E SOMMAMENTE VOTATA ALLA CONVIVENZA PACIFICA, PER FAVORE INOLTRATE E FATE CONOSCERE

carissimi,
non ho tempo, modo, spazio e lucidità per scrivere a ciascuno di voi, a rispondere a tutte le vostre telefonate, a chi da tutta italia si sta chiedendo come stiamo, cosa facciamo, cosa è accaduto
perdonate quindi se per una volta scrivo a tutti insieme, in un sol colpo, alla rinfusa, senza abbarcciarvi ad uno ad uno, ricordando i vostri nomi e in tanti casi anche i vostri volti amici

ieri sera è stata una mattanza
non ci sono parole per raccontare la rabbia, le fughe, la follia di una notte dei cristalli in cui lo Stato ci ha indicato quale fosse il suo concetto di “dialogo”

concetto ribadito oggi, nell’irrisoria farsa della “convocazione del territorio”. A Roma sono scesi Cota, Saittta, Fassino. Loro sono “il territorio”? No. Sono tre convinti sostenitori del Tav. Mandanti, insieme al Governo, dei manganelli, degli idranti e dei gas CS di ieri.
I nostri sindaci? Il nostro Presidente di Comunità montana? No, quelli no, non bisogna ascoltarli. Ai tavoli si devono sedere solo i favorevoli all’opera.
La voce del dissenso va zittita. A qualunque costo.

Dunque? dunque oggi noi torniamo in strada.

Sul sito La Valle che Resiste compare questo invito, che faccio mio e giro a tutti voi. Siateci accanto, fate girare, indignatevi con noi.
Un abbraccio di gratitudine, affetto e resistenza
barbara

Per Titti, grande nonna che ora ha la gamba rotta.

Per Nicoletta, picchiata e umiliata.

Per Alberto, trascinato via a forza.

Per Marco, criminalizzato perchè dà della pecorella a un poliziotto, salutandolo con un ‘Alla fine ti voglio bene’.

Per Ermelinda, in ospedale con la testa aperta dai manganelli di manganelli.

Per i gestori dei locali che hanno vetri rotti che nessuno ripagherà.

Per tutti e tutte quelli e quelle  che queste notte sono contusi, feriti.

Per Luca, ancora bloccato nel letto di un ospedale.

Per i nostri compagni in carcere, per chi ancora è rinchiuso in casa o nella propria città.

Per i nostri amministratori che stanno mettendo il loro tempo, la loro capacità e i loro corpi

Per i nostri padri e madri, per i nostri figli/e e nipoti.

BLOCCHIAMO TUTTO , DAPPERTUTTO ! DALLE 18.

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